PESCA A TRAINA – PICCOLI PREDATORI

Traina al dentice: i pesci di piccola taglia si catturano innescando un octopus e una trancia di calamaro.

Dentice in agguato sul fondo

Abitualmente i fisherman sono portati a considerare la pesca a traina col vivo sul  fondo, lo strumento ideale per insidiare i grandi predatori del Mediterraneo. Ma derivata da queste tecnica, ce n’è un’altra che garantisce divertimento assicurato con prede minori, ma altrettanto nobili
Quanti di noi, trainando seppie o calamari, si sono trovati a dover combattere con piccoli e medi pesci di fondo che attaccano le esche in branco dilaniandole letteralmente?
E quanti di noi si sono ingegnati per risolvere il problema e garantirsi la cattura di questi pesci mentre si traina con esche destinate a predatori maggiori?
Molti hanno riempito l’esca di ami, con il risultato che invece di trainare con due ami come la sportività imporrebbe, trainano con un inganno, destinato a prede minori, ma che all’occasione non lascia scampo neanche a predatori nobili come il dentice o la ricciola. Il sistema dell’inserimento di due ami supplementari nella montatura da nascondere tra i tentacoli è molto usato, ma svilisce quell’equilibrio tra preda e pescatore che dovrebbe regolare la sfida e che ogni buon fisherman dovrebbe rispettare. 
Molti risponderanno che, se si vuole rispettare l’etica sportiva o morale, si deve soccombere all’attacco dei grufolatori e dei piccoli predatori di fondo.
Ma a nostro vantaggio abbiamo una tecnica che si stacca dalla classica traina col vivo e mira proprio ad insidiare i tanto voraci scrocconi di cefalopodi. Si possono innescare seppie o calamari congelati montandoli con un piccolissimo amo trainante e due ami dell’1/0 celati tra i tentacoli, ma la soluzione che risulta più efficace e pratica consiste nell’innescare calamari finti da 12 -15 cm, seguiti da una striscia di cefalopode. Questo innesco, creato per la traina di superficie, si è rivelato micidiale anche in profondità, confondendo ed ingannando moltissimi grufolatori di fondo.

Octopus e trancia di calamaro: innesco molto efficace per i piccoli predatori.

Doppio innesco: perfetto per i piccoli predatori…

Sia che si usino gli octopus che i calamari finti è necessario realizzare una montatura con un piombo ad oliva che sia celato all’interno dell’esca artificiale e due ami del n°1 ad artiglio d’aquila, che fuoriescano dai tentacoli del simulacro in silicone. Ai due ami si fissa la striscia naturale in modo che faccia corpo unico con l’artificiale.

testo e foto Riccardo Fanelli

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3 Comments

  1. ilenia says:

    Post molto interessante: Fishing Attitude, blog fantastico.

  2. Emilio says:

    Molto interessante. Mi piacerebbe sapere i dettagli del terminale. Grazie e complimenti

  3. Riccardo Fanelli says:

    Emilio il terminale è molto semplice: s’inserisce il calamaro o l’octopus sul filo, a seguire s’inserisce un piombo ad oliva che va a scomparsa nell’esca siliconica, poi si legano due ami a 5-10 cm l’uno dall’altro e sugli ami s’innesca la striscia dei calamaro o seppia. Il piombo ad oliva serva anche da distanziatore e va a battuta sul primo amo.

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